AL CASTELLO DI GIULIETTA DI MONTECCHIO MAGGIORE
FELICE NAALIN RIVISITA IL MITO DEL DRAGO

Una scultura in ferro di particolare suggestione

Al Castello di Giulietta di Montecchio Maggiore, sulle colline vicentine, è stato esposto e rimarrà per l’intera estate, un imponente drago, scultura in ferro di Felice Naalin.
L’artista multiespressivo veronese, con questa presenza, conferma e consolida la sua attenzione al mito e alle tradizioni, ai vissuti e alla ricerca di forme di confronto.

La scultura si impone nella piazza d’armi del castello scaligero, alta 3 metri, in ferro plasmato e aggregato. Presenta l’ animale fantastico, che sembra uscire dalle viscere della terra, costruito con rivisitazione verosimile degli elementi anatomici. Tubi e lamiere si piegano per adattarsi alle forme dell’anatomia.
Il Castello di Giulietta e il drago incrociarono i loro destini ancore nei ricordi degli anziani del luogo. Una vicenda neppure molto insolita per le realtà difensive di rilevanza paesaggistica: le leggende narrano che sotto il castello, nelle grotte naturali che ancor oggi sono visitabili, in tempi remoti, vivesse un mostro dalle sembianze di drago. L’animale fantastico continua il suo connubio con il Castello e con Giulietta che oltre a Romeo oggi chiede l’intervento di San Giorgio per essere salvata.
La leggenda viene ora, in chiave poetica, ripresa e interpretato da Felice Naalin. In un alternarsi di rimandi culturali e suggestioni mitologiche, la scultura accoglie l’osservatore attento e appassionato, ma anche il turista distratto e trasognato, con la pazienza e l’impassibilità dell’opera d’arte emancipata, per codice genetico, dal tempo e dai confini. Un happening dal rassicurante aroma di tradizione cui lo scenario regala un’affascinante cornice.

Felice Naalin da molti anni lavora su questi temi. E’ ormai un simbolo dell’amore della città di Norimberga la Giulietta in ferro collocata nel municipio, ed ancora il Cavallo, sempre plasmato in ferro, alla Facoltà di Scienze dell’Università di Verona. L’artista è riuscito a trasformare un materiale, normalmente usato per cose pratiche, in un supporto per l’emozione.
Chi conosce Felice Naalin lo ricorda tra i Madonnari, nelle vesti di docente di storia dell’arte, in vari programmi televisivi. Ancora ad occuparsi di ricerche iconografiche per il Ministero dell’agricoltura e per Italia lavoro del Ministero del lavoro, di arte-terapia con i ragazzi disabili, d’arte sacra per la Chiesa degli artisti di Roma e come coordinatore della Fondazione Raizziss di New York e della Biennale d’arte sacra di Brera a Milano. Il sacro e il profano, l’educazione e l’informazione in lui veramente si confrontano, diventano un unico cammino nell’emozione.
Dall’asfalto alle tele, alla decorazione dei corpi, ai calchi delle parti anatomiche, ai ferri della bottega del fabbro, ai libri d’arte. Una fantasia artistica ancorata alla tradizione classica.
Un evento questo al Castello di Giulietta di Montecchio Maggiore, all’insegna dell’emozione con Felice Naalin che ancora propone il suo modo di fare arte tra la gente, in sedi prestigiose, nei luoghi canonici come il museo o in altri più informali come è accaduto nel gesto del madonnaro o dipingendo i corpi femminili a Canale 5.

----------------------------------------------------------------------------------------------------

Comunicato a cura di Renata Sarria.
Luce Arts Work Shop 37122 VERONA Via Sciesa, 29/B Tel. 329 4363122 - 045 8009652
www.luceartsworkshop.it luceartsworkshop@yahoo.it